Femminismi musulmani
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Femminismi musulmani. Un incontro sul Gender Jihād

€ 6.99

Femminismi musulmani. Un incontro sul Gender Jihād
Ebook a cura di Ada Assirelli, Marisa Iannucci, Marina Mannucci, Maria Paola Patuelli – edizione Ebook @ Women

È possibile che donne fra loro diverse – italiane e marocchine – di diversa fede religiosa – musulmana e cattolica – oppure laiche e non credenti, si incontrino in un comune percorso di ricerca e di reciproco riconoscimento? È possibile, in un contesto che spesso ancora vede nelle differenze culturali un dato naturale, indiscutibile e immutabile? È difficile ma possibile, ed è accaduto a Ravenna, quando la relazione fra donne diverse si è fatta paziente, quando si è scoperta l’esistenza di un elemento comune e arcaico, il patriarcato, che con radici profonde attraversa epoche, culture e continenti fra loro lontani. Una scoperta che ci ha dato forza, perché ha consolidato in ognuna di noi la speranza che la libertà sia possibile e singolare. Ognuna con la sua storia.
Un percorso comune di ricerca e di riconoscimento è dunque possibile quando la relazione fra donne tra loro diverse viene mostrata nella sfera pubblica e assume così il carattere dell’azione politica, che segnala la dimensione civile e non solo culturale e interiore dell’incontrarsi. Di questo incontro, fatto di ricerche personali messe poi in comune, e di riflessioni scambiate, questo libro è archivio di memoria e testimonianza.

Anno: 2014
Protetto con Social DRM
Isbn: 978-88-98880-07-2

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Ebook disponibile nel formato epub
Se hai bisogno di aiuto, leggi le FAQ
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Descrizione prodotto

Femminismi musulmani. Un incontro sul Gender Jihād
Ebook a cura di Ada Assirelli, Marisa Iannucci, Marina Mannucci, Maria Paola Patuelli – edizione Ebook @ Women

Introdurre a una storia
Il libro che qui si presenta ha dietro di sé una storia non breve. Una storia di donne fra loro diverse, alcune nate in una piccola città di provincia – Ravenna – altre lì arrivate nel corso del tempo.
Donne italiane, laiche e non credenti in alcuna religione o agnostiche, donne italiane e marocchine musulmane, una donna cattolica. Unico comune denominatore, il femminismo o l’interesse per le culture di genere. Alcune si sono incontrate in modo più o meno casuale, ma non del tutto. Nel senso che le occasioni di incontro erano sempre legate all’impegno civile o culturale, su temi che la cultura femminista ci ha insegnato a definire come universali – i diritti costituzionali, i diritti umani – o nell’ambito degli studi femministi e di genere. Incontri numerosi e ripetuti nati in questi contesti sono stati occasioni di conoscenza e spunto per delineare ulteriori progetti. Numerosi e ripetuti, perché solo in questo modo – e non basta – è possibile poi avere, a posteriori, racconti da fare. Le tradizioni non si creano in fretta. Il fallimento di numerose rivoluzioni lo dimostra con chiarezza. Da quei versanti non sono arrivate donne nuove e ancora meno uomini nuovi.
Una cosa abbiamo imparato in questa nostra piccola esperienza ravennate, e il titolo di un libro, Femministe a parole. Grovigli da districare, a cura di Sabrina Marchetti, Jamila M.H. Mascat, Vincenza Perilli, Roma, Ediesse, 2012, la riassume, nel suo significato polisemico. Per quanto le parole siano importanti – perché noi siamo il nostro linguaggio, quello verbale e quello dei corpi –, le parole non bastano, sono necessarie ma non sufficienti. Senza parole scambiate non c’è incontro, ma se le parole sono solo scritte e lette, o velocemente ascoltate, in incontri virtuali e distanti, i grovigli si individuano, si descrivono, si raccontano, ma non si toccano realmente. La vita, le vite sono tutte grovigli da districare. Per farlo – toccare i grovigli – è necessario anche l’incontro in presenza, una delle migliori strade indicate e praticate dai femminismi nei loro momenti storicamente più efficaci ed incisivi.
L’esperienza che questo libro ha dietro di sé è un piccolo esempio del metodo relazioni in presenza. Incontri in presenza in occasione di seminari su temi di genere promossi dall’associazione Femminile Maschile Plurale di Ravenna, che hanno coniugato studio, approfondimenti, dialoghi. Incontri associativi in presenza per far vivere l’associazione FMP, la rete di donne della CGIL di Ravenna e l’associazione LIFE, animata da numerose donne musulmane, senza escludere la convivialità, spesso generante e rigenerante relazione e confronto. Incontri di progettazione in presenza che, senza poi escludere anche lavoro intessuto in rete e internet, hanno coniugato pensiero e progettazione, intrecciati in ogni singola donna partecipante. Né solo donne pensanti, né solo donne organizzanti. Un superamento femminista della divisione del lavoro che non ha negato talenti individuali ma ha cercato di intrecciarli. Non abbiamo naturalmente districato tutto, operazione utopica e impossibile. In certi momenti della nostra storia abbiamo conosciuto difficoltà e corso il rischio di interrompere la relazione. Di nuovo, è stato il velo a creare ostacoli, non interpretativi ma di pratica politica da condurre insieme. Siamo poi riuscite, con ostinazione, a trovare il modo per gettare il velo, almeno momentaneamente, dietro le spalle, per evitare di farne uno scudo, o d’assalto o di difesa, scoprendo che i veli non sono solo quelli che coprono fisicamente, ma anche quelli che ci velano lo sguardo, impalpabili e pesanti, i più difficili da sollevare, perché non si vedono. Alétheia, in greco, è la verità svelata, verità perché il velo che la copre è stato tolto. Le donne musulmane, con il loro velo visibile, ci rendono in realtà più facile il lavoro, perché il loro velo, concreto o metaforico che sia, è solo da interpretare. Ma non facciamoci illusioni. I grovigli restano tanti, perché non c’è un solo velo che abbia lo stesso significato di un altro. Non c’è una sola forma di libertà, il vessillo da noi donne occidentali molto amato, che abbia, in ognuna di noi, lo stesso significato.
Alcune di noi sapevano questo in teoria. Abbiamo voluto avvicinare la teoria creando un intenso laboratorio in presenza, condotto da donne femministe musulmane italiane e marocchine, da femministe italiane, credenti nella religione cattolica e non credenti e – audite audite – da un uomo musulmano femminista, spagnolo, forse non a caso. La Spagna è il paese dove la cultura islamica si è fatta europea per più lungo tempo, lasciando poi segni profondi che dalla Spagna sono passati al resto dell’Europa, come ben sapeva anche Dante, gloria nazionale. E la storia non è acqua. Abbiamo accostato molti grovigli e un po’ dipanato. Questo libro non propone atti di un convegno, che pure c’è stato, a Ravenna, il 3 e il 4 maggio 2013. Ma presenta il raccolto di una semina preparata in anni di impegno. Le semine sono sempre stagionali, e segnano di sé un dato tempo e una data stagione.
Presentiamo quindi questo raccolto storicamente determinato, che più che sciogliere grovigli indica la possibilità di accostarli, di guardarli da vicino e di ammirarne anche gli intrecci dalle molte forme, storicamente più complesse e non sempre leggibili, come invece sono le forme a cui la splendida arte islamica ci ha abituato. Sono, in ogni caso, forme che ci riguardano da vicino – e sempre più lo saranno – e che pensiamo utile proporre non come modello da imitare, ma come esempio di intreccio realmente accaduto.

Ada Assirelli
Marisa Iannucci
Marina Mannucci
Maria Paola Patuelli

Ravenna, 2 dicembre 2013

5.00 di 5

1 recensione per Femminismi musulmani. Un incontro sul Gender Jihād

  1. 5 di 5

    :

    In video l’incontro della presentazione del libro per conoscere meglio la cultura islamica, superare le barriere e guardare cosa realmente esiste dietro gli stereotipi di ognuna/o.

    http://vimeo.com/97100377

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