Lapis - primo numero

Lapis – numero 1

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Lapis – Percorsi della riflessione femminile :: Numero 1 – Novembre 1987

Lea Melandri – Lidia Campagnano – Rossana Rossanda – Paola Redaelli – Marina Mizzau – Giuliana Bassetti – Agatha – Giovanna Grignaffini – Maria Nadotti – Laura Mariani – Iben Nagel Rasmussen – Alba Morino – Gabriella Galzio – Rosella Prezzo – A.Schitzler – Paola Melchiori.

Immagini: le artiste dell'avanguardia russa- Donne e politica- Sylvia Plath: lettere alla madre- Microracconti- Le periferie della memoria- Marguerite Duras- Maternità- Max Ophuls: Lettera da una sconosciuta- Aliens: scena-madre (?)- Cindy Sherman- Donne e teatro- Vera Linhartovà- Sibilla Aleramo- Scienziate: Evelyn Fox Keller, Barbara Mac Clintock.

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Ebook disponibile nei formati epub, pdf e mobi
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Descrizione Prodotto

Lapis – Percorsi della riflessione femminile
Numero 1 – Novembre 1987

Editoriale
Tra le pubblicazioni nate nell’area culturale e politica del movimento delle donne, “Lapis” viene a occupare il luogo che sta tra la stampa di stretto uso politico (documenti, atti di convegni, dibattiti) e la saggistica femminista. Se è generalmente acquisita la convinzione che esista un “universo diffuso” in cui si esprime la coscienza e l’iniziativa delle donne, non è altrettanto facile trovare modi capaci di dare visibilità a situazioni che si presentano articolate e complesse, sia sul piano psicologico che culturale. A far fronte alle semplificazioni che opera l’ideologia e alle restrizioni che impone il dibattito politico, finora c’è stato solo il contributo ricco ma specialistico, e spesso legato a preoccupazioni accademiche, delle studiose di questioni femminili. La rivista si propone perciò di aprire uno spazio di scrittura da cui tornare a interrogare l’esperienza delle donne e, dove è possibile, delineare i percorsi attraverso i quali esse hanno cominciato a porsi in modo più autonomo rispetto a modelli interiorizzati, relazioni sociali, schemi interpretativi storicamente dati. Ciò significa far luce su un arco di problemi che, avendo ben presente la vita affettiva e sessuale, oltre che l’unicità di ogni individuo, si estende a tutti gli aspetti dell’agire personale e sociale: rapporto col lavoro, con un oggetto di studio, con la creatività e l’imprenditorialità, con le istituzioni della cultura, dello Stato, ecc.

In mezzo al plauso, oggi diffuso e indiscriminato, verso tutto ciò che le donne producono, ci sembra che solo indagando e facendo parlare le situazioni reali e le protagoniste, note e non note, di questo cambiamento, si possa dare un contenuto concreto a parole come “diversità”, “identità”, “autonomia”.

Non essendo un progetto editoriale pensato e realizzato da un gruppo fisso di giornaliste o studiose, ma una rivista che promuove e raccoglie gli esiti di una ricerca e di una riflessione già in atto tra le donne, il rapporto tra chi la fa e chi la legge sarà evidentemente più stretto che quello di qualsiasi altra pubblicazione, e più ampia possibile la varietà dei linguaggi e delle scritture. Presupponendo che la coscienza di sè e la ricerca di un’autonomia profonda dai modelli acquisiti non sia già data, ma solo agli inizi, “Lapis”, potrebbe diventare un punto di riferimento per donne ed esperienze situate attualmente su punti lontani e tra loro estranei. Dalla femminista che ha già un percorso storico alle spalle, alla direttrice di un laboratorio di computer, dalla scienziata alla cantante rock, corrono i fili di una parentela invisibile che un incontro, un’intervista possono mettere in evidenza. Si decanta in questo modo anche l’immagine di preziosità elitaria e di distanza con cui si pone di solito la cultura rispetto ai volti molteplici dell’esperienza.

Per tener fede a un progetto che ha l’esigenza di mettere in risalto le connessioni non viste tra un sapere e l’altro, tra i luoghi comuni della vita affettiva e le scritture legittimate a esprimerli, tra i percorsi individuali e le complessità del fare collettivo, era necessario che la struttura della rivista non ricalcasse schemi e rubriche tradizionali. La ripartizione che viene proposta si limita a contrassegnare alcuni spazi indicativi di un determinato tipo di materiale, prevedendo che non tutti debbano comparire sempre e comunque, e che altri possano aggiungersi in seguito.

La Redazione


Sommario Numero 1 – Novembre 1987:
Editoriale
Il sapere, le origini
Le semplificazioni della politica
Ricordi di una cittadina mancata
Autodifesa di un io politico
Testi/Pretesti
Elogio di un inganno: lettere di Sylvia Plath alla madre
Microracconti
Il sogno e le storie
Le periferie della memoria
Lettera non spedita
Cara Marguerite Duras
Racconti di nascita
Lei, i suoi figli e gli altri
Materiale, troppo materiale
Proscenio
La foto del sogno
Madri in guerra
L’oggetto erotico sfigurato: incontro con Cindy Sherman
Iben
Le mute del passato
Produzione di sé e d’altro
Attraverso le parole
Spazi, Percorsi, Persone
Paesaggi minori
Biblioteca di Lapis
Věra Linhartová: un’eremita errante
Prefazione a Teresa di A. Schnitzler
La complessità nascosta: Evelyn Fox Keller e Barbara Mac Qintock
Spettabile Redazione…
Le “rubriche”:
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