Differenze - Numero 9

Differenze – Numero 9

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Differenze | Novembre 1978 – Numero 9
Numero a cura del Collettivo “Centro”

Perché Schoenberg in copertina? L'idea è nata quasi per caso: riflettevamo sul tempo — sui tempi — delle donne, sul tempo del lavoro e su quello “dell'amore”, sul tempo “libero” e sul tempo “liberato”, sul tempo della ricerca (che non è quello del lavoro, o che è anche — deve essere anche — quello del lavoro). Una di noi aveva proposto di mettere in copertina una clessidra — antico strumento per misurare il tempo. Ci è venuto in mente il tempo della musica, forse solo giocando sulle parole. Un'altra di noi ha allora proposto di mettere in copertina lo spartito di un pezzo di Schoenberg che si chiama “All in due time”, tutto a tempo debito. Quello spartito, poi, non siamo più riuscite a trovarlo; ma nel frattempo avevamo incominciato a discutere di Schoenberg, che alcune di noi amavano, altre no, altre conoscevano poco. Ci è sembrato che le letture contrastanti che di Schoenberg alcune di noi facevano ci riguardassero: dramma della dissoluzione della tonalità e sostanziale fallimento del tentativo di costruire una nuova “norma” musicale, dicevano alcune; altre non erano d'accordo. Atonalità e dodecafonia, disgregazione del vecchio ordine e impossibilità di un tragitto “spontaneo” e non doloroso verso il nuovo ordine; senz'altro parlandone da “profane”, al di là dell'amore o del disamore per Schoenberg, abbiamo deciso di fare questa copertina. Che è l'inizio dello spartito di un Klavierstiicke (Op. 11, n. 3).

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Ebook disponibile nei formato epub
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Descrizione Prodotto

Differenze | Novembre 1978 – Numero 9
Numero a cura del Collettivo “Centro”
Prima edizione: ©1978 Edizione del Centro delle donne di Roma
Edizione digitale: ©2015 Ebook @ Women

Perché Schoenberg in copertina? L’idea è nata quasi per caso: riflettevamo sul tempo — sui tempi — delle donne, sul tempo del lavoro e su quello “dell’amore”, sul tempo “libero” e sul tempo “liberato”, sul tempo della ricerca (che non è quello del lavoro, o che è anche — deve essere anche — quello del lavoro). Una di noi aveva proposto di mettere in copertina una clessidra — antico strumento per misurare il tempo. Ci è venuto in mente il tempo della musica, forse solo giocando sulle parole. Un’altra di noi ha allora proposto di mettere in copertina lo spartito di un pezzo di Schoenberg che si chiama “All in due time”, tutto a tempo debito. Quello spartito, poi, non siamo più riuscite a trovarlo; ma nel frattempo avevamo incominciato a discutere di Schoenberg, che alcune di noi amavano, altre no, altre conoscevano poco. Ci è sembrato che le letture contrastanti che di Schoenberg alcune di noi facevano ci riguardassero: dramma della dissoluzione della tonalità e sostanziale fallimento del tentativo di costruire una nuova “norma” musicale, dicevano alcune; altre non erano d’accordo. Atonalità e dodecafonia, disgregazione del vecchio ordine e impossibilità di un tragitto “spontaneo” e non doloroso verso il nuovo ordine; senz’altro parlandone da “profane”, al di là dell’amore o del disamore per Schoenberg, abbiamo deciso di fare questa copertina. Che è l’inizio dello spartito di un Klavierstiicke (Op. 11, n. 3).

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